venerdì 13 marzo 2009
lunedì 16 febbraio 2009
LA PERCEZIONE DELL'ESSERCI

Ogni cosa inizia, dura, finisce e la sostanza di cui era composta passa a formare altre cose che inizieranno, dureranno e finiranno.
Tutto passa, ma la sostanza resta immortale nell’eterno presente.
Se ci guardiamo esternamente, ossia se ci riferiamo alle forme, il nostro corpo e la nostra mente non essendo altro che forme percepite, troveremo dei mutamenti.
Ma se ci guardiamo interiormente, vediamo che siamo al presente, in qualunque istante siamo solo al presente.
Perciò ciò che si percepisce è la sostanza, il sé…
Non è possibile nuocere ad alcuno senza nuocere a se stessi, ne è possibile fare ad alcuno del bene senza farlo anche a se stessi…
Questo anche se la mente umana è troppo miope per cogliere il momento in cui con inesorabile fatalità la spada di chi ha colpito ferirà a sua volta l’aggressore, divenendo debole a sua volta, piangerà senza capire il perché c’è un forte che si approfitta di lui.
Tutto è presente nella realtà, ma la mente umana è troppo debole per affermare l’infinità del presente e facendo leva sulla brevità apparente della vita, perché appunto non esiste né inizio né fine nell’eterno adesso, pensa di poter fare del male sottrandosi alla punizione…
Essere forti non vuol dire essere buoni, né virtuosi, né conferisce alcun diritto.
E per quanto un uomo sia forte è sempre una nullità in confronto alla potenza cosmica.
Si dice che la lingua ferisce più della spada. E’ vero, anche perché la spada si muove solo se mossa da un braccio e il braccio si muove solo se il pensiero lo decide e nell’uomo il pensiero avviene tramite il linguaggio.
Chi fa questo si rende responsabile verso gli altri, l’uomo dovrebbe abituarsi a dire sempre la verità.
Non sempre però può essere detta, in tal caso ci si può salvare generalizzando sempre di più il problema senza scendere nei particolari… Infine, non si scordi che noi abbiamo a disposizione due vie di espressione: la parola e il silenzio.
Chiunque riesca ad attuare ciò, dopo un po’ di tempo, si renderà conto di quanto ipocrisia lo circonda.
Copyright
Paolo Musolino
domenica 8 febbraio 2009
L'ABILE SILENZIO

Saggio è colui che in silenzio "ascolta"
e con ponderazione tenta di conferire
al silenzio stesso una luce nuova
capace di rischiarare le inevitalibi ombre
che offuscano l'immancabile sera...
Colui che camminando, percepisce
che la vita è piena di continui superamenti
e che pur impegnandosi
è tentato di fuggire altrove
ma nonostante "accetta"
e imperterrito continua...
(C) Copyright
Paolo Musolino
mercoledì 4 febbraio 2009
...è solamente un soffio...
Quale scopo ha la vita?
Perchè gli uomini si agitano, lavorano, soffrono, sperano
e poi a un tratto scompaiono?
Dove vanno?
L'uomo non è un atomo derisorio, sperduto nel cosmo
inerte e smisurato,la sua febbrile "attività" non è
un piccolo "fenomeno" locale, effimero, senza significato e
senza scopo...
Le azioni umane hanno un valore, sotto certi aspetti, infinito,
le cui conseguenze si ripercuotono per tutta l'eternità:
una eternità alla quale l'uomo stesso è destinato

Sofferenze e gioie sono due dei volti dell'esistenza.
Caratterizzano tutti gli esseri e variano solo per
intensità. Tutti devono necessariamente conoscere
la sofferenza della malattia, della vecchiaia,della morte
e tutti sono destinati a una certa parte di felicità.
Nessuno può accrescere o diminuire
le proprie gioie o miserie
con sforzi semplici e personali
e anche riuscendoci
i frutti della fatica
risulterebbero precari.
Non bisognerebbe dunque, attardarsi
in facili promesse,
ma piuttosto concentrare i propri sforzi
su una via "lineare" da percorrere.
Questa è la missione di ogni uomo
poichè la vita
è solamente un soffio...
(C) Copyrigt
Paolo Musolino
Perchè gli uomini si agitano, lavorano, soffrono, sperano
e poi a un tratto scompaiono?
Dove vanno?
L'uomo non è un atomo derisorio, sperduto nel cosmo
inerte e smisurato,la sua febbrile "attività" non è
un piccolo "fenomeno" locale, effimero, senza significato e
senza scopo...
Le azioni umane hanno un valore, sotto certi aspetti, infinito,
le cui conseguenze si ripercuotono per tutta l'eternità:
una eternità alla quale l'uomo stesso è destinato

Sofferenze e gioie sono due dei volti dell'esistenza.
Caratterizzano tutti gli esseri e variano solo per
intensità. Tutti devono necessariamente conoscere
la sofferenza della malattia, della vecchiaia,della morte
e tutti sono destinati a una certa parte di felicità.
Nessuno può accrescere o diminuire
le proprie gioie o miserie
con sforzi semplici e personali
e anche riuscendoci
i frutti della fatica
risulterebbero precari.
Non bisognerebbe dunque, attardarsi
in facili promesse,
ma piuttosto concentrare i propri sforzi
su una via "lineare" da percorrere.
Questa è la missione di ogni uomo
poichè la vita
è solamente un soffio...
(C) Copyrigt
Paolo Musolino
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